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Sergio Mattarella è rieletto Presidente della Repubblica

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L'elezione del nuovo Presidente della Repubblica

Elezione Presidente della Repubblica: aggiornamenti in tempo reale

GIORNO VI

29/01 (22:00) – Con 759 voti, Sergio Mattarella è rieletto Presidente della Repubblica.

29/01 (18:30) – “Se serve, ci sono” ha fatto sapere Sergio Mattarella. Ci siamo.

29/01 (16:30) – Ha inizio l’ottava chiama. Quella che porterà, salvo sorprese, alla rielezione di Mattarella.


29/01 (13:40) – Si ferma a 387 Mattarella, ma era un esito annunciato. Servirà un’ottava votazione, e sarà probabilmente l’ultima. Appuntamento alle 16:30.

29/01 (12:40) – Vertice terminato, c’è l’intesa: si va per il Mattarella bis.


29/01 (12:00) – Virata netta, decisa, totale, su Mattarella! I leader stanno per chiedere, ufficialmente, il bis all’attuale Presidente della Repubblica. Secondo fonti sicure, anche Draghi starebbe spingendo per questa soluzione. Salvini si allinea al filone e silura gli alleati di governo, Meloni non l’ha presa bene. In corso, adesso, un vertice di maggioranza, ordine del giorno: Mattarella bis!

29/01 (9:30) – Hanno inizio le procedure di voto del sesto giorno. Nella notte è successo di rutto: Salvini e Conte spingono per una donna (Belloni) ma nel frattempo avanza l’idea del Mattarella bis. L’incertezza dovrebbe riversarsi anche sul voto di oggi: si va verso un altro nulla di fatto (tra schede bianche e astensioni) e con le trattative pronte a riprendere subito dopo. Sarà un’altra giornata di vertici e summit.


GIORNO V

28/01 (21:00) – Il sesto scrutinio si conclude con un altro nulla di fatto, ma con una certezza in più: un movimento pro Mattarella c’è, ed è forte. 336 voti, stasera, per l’attuale Presidente della Repubblica. Domani, alle ore 9:30, avrà luogo la settima votazione.


28/01 (19:00) – Clamoroso spiraglio che potrebbe cambiare tutto: si è aperto un dialogo tra Salvini, Letta e Conte. Le parti si dicono ottimiste. Siamo vicini alla svolta?

28/01 (17:00) – Ha inizio la seconda chiama di giornata, si prospetta un nulla di fatto: trattative nelle notte e palla buttata avanti, a domani!

28/01 (15:00) – Si ferma a 382 Maria Elisabetta Alberti. Nulla di fatto, per ora. Distante Mattarella (46). Riprendono subito le trattative, alle 17 si rivota.

28/01 (11:00) – Giornata di grandi news. Mentre si sta predisponendo il tutto per la chiama del quinto giorno, è stato ufficializzato un secondo scrutinio per il pomeriggio: oggi si vota due volte! Nel frattempo volano le quotazioni di Casellati: il cdx fa sapere che voterà, compattamente, per la Presidente del Senato! Il centrosinistra risponde alla prova di forza del centrodestra con l’astensione: lo hanno annunciato per mezzo di un comunicato.

GIORNO IV

27/01 (14:40) – Fumata nera anche oggi. Vince l’astensionismo (oltre 470 grandi elettori non hanno risposto alla chiama!). Mattarella si conferma nome sempreverde con circa 166 voti. Ma è tutto rimandato a domani.


27/01 (11:00) – Mentre iniziano le procedure di voto, già scema l’ipotesi Casini. Salvini ha ammorbidito la pista, e Fratelli d’Italia non sta rispondendo alla chiama. Maretta in casa cdx? Intanto una nota informale di Fdi afferma: “Sì a Cassese e Belloni”.

27/01 (10:00) – Pierferdinando Casini, è lui il nome caldo dopo la notte appena trascorsa. Draghi e Belloni sullo sfondo. Il M5s, intanto, minaccia di andare all’opposizione qualora si virasse, effettivamente, su Casini. Nonostante tutto, però, il csx annuncia di andare verso la scheda bianca anche oggi. Tra un’ora avranno inizio le procedure di voto.

Giorno III

26/01 (15:30) – Scrutinio concluso. Sono 412 le schede bianche, 88 le disperse. Crosetto incassa 114 voti (ben di più rispetto a quelli di Fratelli d’Italia). Seguono Maddalena e Casini. Ma il dato della giornata è l’ascesa di Sergio Mattarella: 125 voti! Mica pochi, per chi ha più volte fatto sapere di non voler più fare il Presidente della Repubblica. Tutto ciò ha scatenato la vena comica di qualcuno di noi, in redazione.

26/01 (14:00) – Operazioni di voto concluse, spoglio iniziato: Crosetto supera i voti Fdi, Mattarella votatissimo. Intanto Letta mette veto su Casellati.

26/01 (11:00) – Oggi sveglia presto, le procedure di voto sono iniziate! Pare che Fratelli d’Italia si conterà con il nome di Crosetto. Non è escluso che altri gruppi seguiranno la prassi. Intanto è in grande ascesa il nome di Casellati (da domani in poi) sul fronte centrodestra.

Giorno II

25/01 (19:45) – Concluso lo scrutinio. Scendono le bianche (527), Sale Mattarella (39). Il migliore si conferma Maddalena (40). Nulla di fatto, anche oggi, come prevedibile.

25/01 (18:40) – Il centrodestra ha presentato una rosa di nomi: Moratti, Nordio, Pera. L’impressione è che siano nomi immolati sull’altare in attesa di palesare il vero candidato. Il csx respinge i nomi e non contrappone una rosa uguale e contraria, ma Conte chiude a Draghi: “Non si può cambiare ora timoniere”. In questo clima, il Presidente della Camera Fico sta per iniziare lo spoglio.

Giorno I

24/01 (21:15) – Si è concluso il primo giorno di spoglio. Tra un Alessandro Barbero ed un Alfonso Signorini, la prevalenza dice: scheda bianca. Il più votato è Paolo Maddalena, nome vicino all’area dei dissidenti M5s. Dati ufficiali: 672 bianche, 88 voti dispersi, 49 schede nulle, 36 voti Maddalena, 16 Mattarella, 9 Cartabia, 7 Berlusconi.

24/01 (20:00) – Si concludono le operazioni di voto alla Camera. A breve avrà inizio lo spoglio.

24/01 (18:00) – Mentre continuano le procedure di voto, i leader si incontrano nelle stanze. Sta lentamente scemando l’ipotesi Draghi: i partiti non vogliono che si muova da palazzo Chigi.

24/01 (15:00) – Hanno inizio i lavori. Buon divertimento!

22/01 – È ufficiale: Silvio Berlusconi si è ritirato dalla corsa per il Quirinale. Lo ha fatto sapere il Cav in persona, per mezzo di un comunicato. Roma, 22 gen. – Silvio BERLUSCONI si ritira dalla corsa per il Quirinale. Lo ha comunicato Licia Ronzulli agli alleati collegati via Zoom. “Faremo una proposta condivisa col centrodestra”, ha spiegato.

20/01 – Mentre sembra arenarsi la candidatura di Sivlio Berlusconi, il csx fa una dichiarazione sconvolgente: “Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui #tutti possano riconoscersi”. Tutti con l’hashtag, sì. Ovviamente la dichiarazione dice tutto e niente: una ovvietà (un/una Presidente rappresentativo/a) e nessun nome. L’uscita è passata alla ribalda, poi, perché i tre leader (Letta, Conte e Speranza) l’hanno fatta con lo stesso identico tweet. Letteralmente un copia e incolla. Se non è sintomo di reciproca mancanza di fiducia, poco ci manca.

19/01 – Per Carlo Calenda la designata è la Ministra Carabia. I dissidenti M5s invece indicano il nome di Paolo Maddalena: classe 1936 giurista e magistrato, è stato giudice costituzionale dal luglio 2002 al luglio 2011, ricoprendo la carica di vicepresidente della Consulta negli ultimi otto mesi del suo mandato. I grillini di governo, invece, hanno manifestato apertamente di caldeggiare per una conferma di Mattarella. Anche se Giuseppe Conte strizza l’occhio per “Una donna”. Quale donna, non si sa.

16/01 – Il Segretario del Partito Democratico scioglie le riserve: no a Brlusconi. Sorpresona, eh? Enrico Letta rilancia e chiede un patto di legislatura che possa convergere su una quadra – ad amplissima maggioranza – sia per il nome del Colle sia per il destino dell’esecutivo. Anche qui, l’obiettivo sembra quello di evitare le elezioni anticipate.

15/01 – In seno ad un vertice dei leader, viene reso noto che il candidato ufficiale del centrodestra per la Presidenza della Repubblica è Silvio Belrusconi. Da capire in primis la fattibilità di un nome del genere, e poi cosa bolle – in realtà – nel pentolone del cdx. Non è da escludere, infatti, che quella di Berlusconi sia una carta appositamente spinta, lanciata nel banco per farla bruciare e quindi ripiegare su un candidato più fattibile (Casellati? Casini? Gianni Letta?).

4/01 – Il Presidente della Camera Fico ha convocato i grandi elettori in data 24 gennaio 2022 (ore 15) per eleggere il Presidente della Repubblica. Per evitare l’affollamento dell’aula, e quindi consentire l’aerazione, si sosterrà una sola votazione al giorno. Ergo: fate in fretta!

Secondo Marco Damilano – direttore dell’Espresso ed esperto delle cose del Colle – ci sono tre regole sacre, da osservare nell’ambito dell’elezione di un Presidente della Repubblica. Uno: i franchi tiratori non agiscono contro il candidato bensì contro il leader che lo ha proposto. Due: il candidato deve avere un gruppo trasversale di sostenitori anche nel partito più lontano da lui. Tre, appunto: usare i mezzi tecnici da contro l’avversario. Molte variabili, quindi, ed è anche per questo forse che c’è una macro legge, non scritta: il candidato designato, spesso, viene bruciato. Non ditelo agli attori di cui parleremo dopo. Ma andiamo con ordine, e fissiamo il primo concetto e includiamolo in un ipotetico glossario di questo pezzo, che vuole essere una specie di guida. Tra i mezzi tecnici – legge tre – spicca proprio quello dei Franchi Tiratori – legge uno – ovvero quei parlamentari che esprimono un voto diverso da quello che è indicato dalla linea del partito di appartenenza. Già, perché l’elezione del Presidente della Repubblica è a voto segreto. Quindi, nel segreto dell’urna, ognuno è libero. Vi pare poco? Sta tutta qui, l’imperscrutabilità di questo folle gioco.

Come si elegge il Presidente della Repubblica?

Si vota segretamente, ok, ma chi vota? Non i cittadini, ovvio, quella per esprimere il Presidente della Repubblica è un’elezione di secondo livello. Vota il Parlamento (Camera e Senato riuniunito) + tre delegati per ogni regione italiana, scelti dai vari consigli regionali. (fa eccezione la Valle d’Aosta, che in virtù delle sue modeste dimensioni indica un solo grande elettore). I rappresentati regionali vengono scelti rispettando il principio di proporzionalità del Consiglio Regionale di appartenenza. Di solito funziona così: il Presidente, un elemento della maggioranza, un elemento dell’opposizione. Sono in tutto 58 e, aggiungendosi ai parlamentari, portano a 1007 il nuemero di grandi elettori.

Ma come si vota? A scrutinio segreto, di solito nei famosi catafalchi – struttura in legno posizionata al centro dell’assmblea dove uno alla volta si fa ingresso per scrivere la propria preferenza – ma non quest’anno, per evitare assembramenti e quindi il contagio da Covid. Viene eletto a Presidente la personalità che ottiene la maggioranza qualificata dei voti, calcolata sugli aventi diritto (2/3 di 1007) ovvero 672 voti. Se per tre votazioni, nessuno ottiene questa maggioranza, si passa alla maggioranza semplice (50% + 1 di 1007) ovvero 505 voti. Così all’infinito, finché non viene eletto un Presidente.

Situazione di partenza

Diamo un occhio alla situazione di partenza, tenendo sempre a mente che essa rappresenta solo una fotografia: i giochi di palazzo, gli accordi, i tradimenti (in passato l’America, l’URRS, la massoneria, il terrosismo) possono ribaltare o confermare il risultato. Ed Alessandro Borghese manco vota, figuriamoci. In ogni caso, ai nastri di partenza il cdx si presenta con circa 450 grandi elettori, il csx con 463 (contando anche i 48 di Italia Viva, che di Alessandro Borghese ne vanta uno con l’accento toscano, spesso avvezzo ai ribaltamenti politici). Più verosimile, infatti, dire che il csx parta da una situazione di circa – CIRCA – 415 Grandi Eelettori.

I nomi in lizza

E vediamo i candidati ufficiali, ufficiosi, e forzosi. Qualcuno sa’ di esserlo, qualcuno no, qualcuno non vorrebbe esserlo. Tutti hanno in comune una cosa: vittoria o sconfitta – indipendentemente da cosa si auspica in cuor proprio – saranno determinate da meccanismi impensabili ed inimimmaginabili.

DRAGHI – Da quel “Sono un nonno a servizio delle istutuzioni” è praticamente in campagna elettorale. Al colle vuole salirci eccome, c’è chi è convinto che abbia accettato l’incarico da Premier solo in questa prospettiva qui. Ma non sarà facile, perché una sua ipotetica elezione cela un rinculo pesante: il ritorno alle urne. Rinculo termine mica casuale: con il taglio dei parlamentari a partire dalla prossima legislatura, molti dei politici attuali non sono sicuri di riavere una poltra su cui appoggiare il proprio… finite la rima. Insomma, son dolori. Per questo la maggior parte dei partiti non lo hanno ancora designato ufficialmente – ad eccezione del PD, ma timidamente – perché scegliere Draghi vuol dire dover risolvere un’altra bella piega: chi a Chigi? Il governissimo ha ragion d’essere con il super partes Super Mario, l’impressione è che con qualsiasi altro Premier sarà impossibile tenere insieme pezzi così diversi tra loro.

BERLUSCONI – Ci spera, davvero tanto. Sta avanzando quella che i giornali chiamano ‘Operazione scoiattolo’: assicurarsi tutti i voti del cdx e non è detto ci si riesca – ecco i franchi tiratori – più accaparrarsi voti tra gruppo misto, grillini scontenti, e pezzi di Italia Viva. Che, però, è il partito più personale che ci sia: se Renzi dice A, è probabile che la sua schiera risponda in coro. Va convinto proprio lui, quindi, Renzi. Possibilità di riuscita? Poche.

“UNA DONNA” Ma che vordì? Il luminare Giuseppe Conte propone una Presidente dal volto femmineo. Ma non fa nomi. Tra quelli che circolano, c’è quello di Marta Cartabia. Si è parlato anche di Emma Bonino, ma si è praticamente tirata fuori: “Il mio momento è passato anni fa”.

MATTARELLA – L’ha detto in tutte le salse: fatemi passare in pace questa benedetta pensione. Ma rimane l’unico nome capace di ottenere una larga maggioranza, veloce e senza ripercussioni (ovvero senza scioglimento delle camere). Prospettiva mica da poco, con la pandemia ancora in essere e con i progetti del PNRR da implementare. Diciamolo: tornare al voto adesso non sarebbe l’ideale. Il quirinalista numero uno in Italia, Marzio Breda, ha detto una cosa forte: “Se glielo chiedessero (a gran voce aggiungerei io) non potrebbe sottrarsi”. Per cui, ocho.

OUTSIDERS – Da Casini ad Aamato i nomi non mancano. Vediamo gli sviluppi dei prossimi giorni.

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