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Fermi tutti: arriva Mario Draghi. In poche ore si è creato un cortocircuito nazionale, e Draghi ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo governo (QUI tutti gli aggiornamenti). È dalla serata di ieri che i social sono letteralmente impazziti Conte a casa, il viale di Palazzo Chigi ora attende solo Supermario Draghi. Così, de botto, ma di sicuro non senza senso. Congedate le bimbe di Conte, ora l’enfasi è tutta riversata su quelle che sono già state battezzate le Drag-Queen (o nella versione più ortodossa, i draghetti). Provenienti dalla più antica stirpe de “lebimbedimariodraghi”, le quali fecero del famosissimo “Whatever it takes” un ideale di vita, le sostenitrici di Draghi sognano già un roseo futuro di stampo tecnico per l’Italia. Ad oggi, infatti, l’uomo che ha salvato l’Europa avrebbe il compito di sbloccare l’Italia da una situazione di stallo senza precedenti. Di Mario Draghi si è tanto discusso negli ultimi mesi. Tra gli svariati compiti da assolvere, la spinosa questione della gestione dei fondi europei del Recovery Plan. E in questo caso, chi meglio di lui? Il suo nome è stato evocato in ogni dove. Eppure, l’Altissimo profilo internazionale, il Dio delle istituzioni economiche, racchiude anche dei tratti di vita tipici dei comuni mortali. Chi è Mario Draghi? Conosciamolo meglio.

Chi è Mario Draghi?

Chi è Mario Draghi? Tutti se lo stanno chiedendo in queste ore. Vediamo un po’… Mario Draghi, classe 1947, è un figlio d’arte. Già il padre iniziò la propria carriera prima in Banca d’Italia, e poi in Bnl. L’adolescenza di Draghi proseguì però in salita, perdendo entrambi i genitori a distanza di pochi mesi all’età di 15 anni. Cresciuto dalla zia, la sua formazione accademica inizia dai gesuiti, presso i quali frequenta il liceo. Successivamente, respira l’aria degli studi economici in ambiente universitario al fianco dei principali esponenti della materia. Tra questi Federico Caffè, professore keynasiano con il quale Draghi si laureerà, e grazie al quale raggiungerà il Mit di Boston. per proseguire gli studi con il premio Nobel Franco Modigliani. Già professore universitario degli atenei di Trento, Venezia,e Firenze,  è stato membro dal 1998 del Board of Trustees dell’Institute for Advanced Study (Università di Princeton) e, dal 2003, della Brookings Institution. Inoltre, nel 2001 è stato visiting fellow all’Università di Harvard e nel 2019 è stato insignito della laurea honoris causa in Economia da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La carriera istituzionale di Mario Draghi

Tra il 1984 ed il 1990 è Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, per essere poi nominato Direttore Generale del Ministero del Tesoro dove si renderà protagonista di una serie di privatizzazioni di società a partecipazione statale. Nel 2005 diventa governatore della Banca d’Italia, la quale vide sotto la sue direzione alcune tra le fusioni più importanti della storia. Dal 2006 al 2011 è stato Presidente del Financial Stability Board, e sotto tale incarico presentò al G7 di Washington il suo piano per migliorare la trasparenza dei mercati finanziari mondiali.

Nel 2011 l’Eurogruppo lo nomina Governatore della Banca centrale europea, ed è qui che nel 2012 , annuncia in un intervento a Londra che la Banca centrale europea farà Whatever it takes (tutto il possibile) per salvare l’Euro.

A quanti scende la lacrimuccia?

Chi è Mario Draghi?

Alcune curiosità su Mario Draghi

Alla fine del 2012 è stato nominato uomo dell’anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per l’ottima gestione della crisi del debito europeo. Nel 2018,  Forbes, lo ha nominato il 18° uomo più potente del mondo. Di stampo cattolico e devoto a sant’Ignazio di Loyola, Draghi è sposato dal 1973 con Maria Serenella Cappello, dalla quale ha avuto due figli: Federica, a capo di una multinazionale nel settore delle biotecnologie, e Giacomo, dirigente del settore finanziario. Il Presidente incaricato è però anche un uomo di sport, nonché tifoso della Roma. Tirando le somme, un enfant prodige inarrivabile. Chi ha avuto la fortuna di trascorrere l’infanzia con Mario Draghi? Luca Cordero di Montezemolo, e Giancarlo Magalli, tra i fortunati ad aver condiviso con lui i banchi di scuola.

Mario Draghi è di destra o di sinistra?

Difficile capire a quale corrente politica si avvicini Mario Draghi. Per quanto sia trapelata la sua inclinazione ideologica verso il socialismo liberale, Draghi, da buon tecnico delle istituzioni non si è mai direttamente espresso sulle forze partitiche. Di certo, il legame con Silvio Berlusconi è innegabile: fu proprio il Cavaliere a nominarlo governatore della Banca d’Italia prima, e a proporlo alla guida della BCE poi. Ma parallelamente si rese anche protagonista di scontri con l’allora Ministro dell’Economia di vari governi Berlusconi, Giulio Tremonti. Anche l’elenco delle quattro priorità per far ripartire l’ Italia ( vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, dare risposte ai problemi dei cittadini, e rilanciare il Paese), è stato ora improntato più sulla responsabilità (e non a caso!), che sulle idee politiche. Insomma, staremo a vedere…

Quali partiti lo appogiano?

La decisione di Mattarella di convocare Mario Draghi dovrebbe essere mossa da certezze numeriche sondate durante le lunghe giornate di consultazioni. Tra tutte le forze politiche, il supporto maggiormente incondizionato (e non poteva essere diversamente) arriva da Italia Viva. Matteo Renzi fissa quale Tweet in primo piano la dichiarazione dell’incontro tra Draghi e Mattarella.

Il PD ancora vagamente nostalgico dell’Era (esecutivamente dorata, per loro) contiana, apre cautamente, palesando l’appoggio a Draghi come unico elemento in grado di contrastare il centrodestra. A rischio spaccatura, invece, il Movimento Cinque Stelle. Il portavoce Crimi ha espresso la volontà di votare compattamente contro l’Esecutivo Draghi. Ma non bisogna tralasciare le due anime del partito, una tendenzialmente istituzionale in capo a Di Maio, e l’altra in posizione di rottura con l’Europa vicina a Di Battista, che hanno un voce più grossa rispetto a quella di Crimi, e potrebbero palesare scenari di rottura inediti. Indiscrezioni a parte, tra i pentastellati vige l’incertezza, e l’ultima parola spetterà alla piattaforma Rousseau. Forza Italia, in nome della stima di lunga data nutrita da Berlusconi per Mario Draghi, e della disponibilità ad appoggiare un governo “a maggioranza Ursula” che esuli dalla figura di Conte, guarda di buon occhio al nuovo panorama politico.

Anche nella Lega prevale l’ottica nazionale su quella partitica. Salvini raccoglie il messaggio lanciato da Mattarella e si dichiara disposto a collaborare. Ne sarà contento Giorgetti, animo istituzionale del Carroccio.

Oltre al No di Leu, anche Giorgia Meloni sbarra la strada al nuovo esecutivo. O meglio, riconosce i meriti della personalità di Draghi e si riserva di votare provvedimento per provvedimento, ma per la Leader di Fratelli d’Italia non esiste altra soluzione che non sia il voto. È infatti già entrata in ottica di campagna elettorale, e la battaglia in Parlamento si preannuncia ad ogni modo agguerrita. Lasciamola sognare, dai.

Mentre le dinamiche politiche faticano ancora a trovare una quadra, i mercati accolgono l’arrivo di Draghi a braccia aperte. Oltre all’apertura in rialzo, con Piazza Affari in testa, lo spread Btp/Bund è tornato a scendere al di sotto dei 100 punti base. Un buon segno di fiducia, per chi non mastica di economia. Il percorso che si sta delineando davanti a Draghi rappresenta un compito arduo per un uomo coraggioso, che ha fatto del servizio per le istituzioni il punto focale della propria ammirevole carriera. Se Draghi è l’uomo che tutto il mondo ci invidia, sono ancora molti i punti interrogativi interni da chiarire. Ce la farà il nostro eroe? L’augurio è quello che anche l’Italia ritorni ad essere “bella come il Whatever it takes di Mario Draghi”.

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Di Caterina Bruno

Esperta in comunicazione e marketing politico. Giro il mondo per raccontare tutto ed il contrario di tutto. Mail: brunocaterina1@gmail.com Facebook: Caterina Bruno Twitter: __cateb

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