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“Caro Conte ti scrivo, così mi distraggo un po’…”

Si avvicinano le vacanze di Natale, e in questo periodo si sa, siamo tutti più buoni. Ad essere preoccupati per la festività in lockdown sono specialmente i più piccoli, spaccato importante di popolazione su cui il Governo potrebbe attirare il sentiment di empatia popolare. E così, in un clima di disillusione generale, Giuseppe Conte sveste le panni di austero capitano per calarsi in quelli di amico dei bambini. Un aspetto ludico e paternalista del Presidente al quale fino ad oggi non avevamo fatto caso. Nel concreto, tutto si traduce in uno scambio di corrispondenze con Tommaso Z. , bambino della Monza Brianza che chiede al buon Conte chiarimenti in merito alla possibilità per Babbo Natale di portare a termine il proprio compito. Prontissimo, Conte è accorso a consolare il piccolo, e la domanda spontaneamente sorta non è stata solo “sarà vero?”, ma anche “perché lo ha fatto?”.

Conte risponde: perché lo ha fatto?

Negli ultimi mesi la percentuale di gradimento nazionale attorno alla figura di Giuseppe Conte è gradualmente sfumata. L’introduzione di nuove misure restrittive, unite all’incertezza dell’azione di Governo hanno contribuito a creare un clima di opinione non particolarmente avvezzo alle figure di maggioranza. L’intento di Conte – anche in vista delle previsioni sul proprio futuro politico – è quello di ritrovare il velo di empatia perduta, così come rinsaldare il filo diretto che lo ha strettamente collegato agli elettori nei mesi più difficili della pandemia. La figura del bambino incarna alla perfezione il raggiungimento di tale obiettivo. Un Premier che si presta alla corrispondenza privata con un giovanissimo, è la rappresentazione massima della volontà di unire la politica ai cittadini. Lettera autentica o strategia di marketing? Poco importa. Ciò che è necessario indagare è lo stratagemma da leggere tra le righe. Nella lettera inviata da Tommaso Z. viene fatto un uso abbondante di vezzeggiativi ed espressioni infantili, i quali creano un velo di purezza ed autenticità che – almeno in linea di principio – non risulterebbero suscettibili di critiche. Inoltre, nella pec pervenuta a Palazzo Chigi – tra l’altro redatta in un italiano impeccabile considerata la giovane età del mittente – vengono elencate e , concedetecelo, anche un po’ esaltate, le misure sanitarie messe in atto dal Governo. Inoltre, Tommaso Z. ci tiene a ribadire quanto le Sue direttive ( e quindi ricondotte alla sola figura del Premier) siano state meticolosamente seguite da tutti i bambini.

Ma il momento di spannung emotivo arriva con la risposta di Conte al bambino, affidata ad un post Facebook pregno di parole talmente fiabesche ed incoraggianti da far invidia alle migliori favole dei fratelli Grimm. Giuseppi rassicura il bambino: Babbo Natale arriverà, per lui è prevista un’autocertificazione internazionale! In barba ai contestatori, l’autocertificazione serve davvero a tutti, nessuno escluso. La risposta si chiude poi con una promessa: nessun bambino dovrà sprecare un desiderio chiedendo il debellamento del Covid, a quello ci penseranno gli uomini adulti e, su tutti, ovviamente Conte.

Avrà la lettera sortito l’effetto desiderato? Sui social l’hashtag #TommasoZ ha già largamente spopolato, unito a manifestazioni satiriche di ogni tipo.

Ironia a parte, i bambini possono stare tranquilli. Il Natale è salvo, lo ha detto il Premier!

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Di Caterina Bruno

Esperta in comunicazione e marketing politico. Giro il mondo per raccontare tutto ed il contrario di tutto. Mail: brunocaterina1@gmail.com Facebook: Caterina Bruno Twitter: __cateb

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