belle-grillo-comunicazione-politica-movimento-5-stelle

Il canto del Grillo torna a riecheggiare nella galassia delle stelle del Movimento. Il grido del Grillo, più che il canto, come suggerisce la categoria del blog scelta per l’ultimo articolo di Beppe. La categoria è “Io grido” e fa sorridere se poi, tra le righe, scorgiamo l’invito che il reggenete del M5s fa alla classe politica tutta di “Non urlare” fino ad offuscare i contenuti. Una contraddizione piccola, sottile, quasi imprescrutabile. Ma come mai Beppe Grillo è tornato a gridare? Nel suo articolo pubblicato stamattina “L’etica dell’informazione” leggiamo un tentativo di ripensare la comunicazione del Movmento 5 Stelle e dei suoi eletti. Non senza la sua peculiare vena polemica: verso la classe giornalistica italiana e verso gli eletti del Movimento, rei – forse – di essersi prostati ai giochi televisivi. Tanto infami, tanto preziosi.

Comunicazione politica: Grillo parla di etica dell’informazione, perché lo ha fatto?

Non possiamo che chiederci, a questo punto, perché lo ha fatto? Ma prima, ecco cosa dice l’articolo in questione:

Il cittadino ha diritto di essere informato sui contenuti.

Non è più tollerabile che il dibattito sui temi che interessano ai cittadini venga svilito da una sorta di competizione al ribasso dove vince chi urla più forte. Non è più accettabile che le immagini dei servizi e degli ospiti in studio vengano svilite con inquadrature spezzettate e artatamente indirizzate. Non è più ammissibile che l’ospite in trasmissioni televisive (rappresentante politico, esperto, opinionista, ecc) venga continuamente interrotto quando da altri ospiti, quando dal conduttore, quando dalla pubblicità, che determina il livello del programma fomentando la litigiosità ed immolando il rispetto della persona sull’altare dell’audience.

Questo modo di fare televisione non serve a informare, ma a propinare le posizioni degli editori o dei conduttori di turno e queste non interessano ai cittadini. Questa non è informazione, ma intrattenimento di bassa lega che sfocia in propaganda da quattro soldi.

D’ora in poi, per rispetto dell’informazione e dei cittadini che seguono da casa, chiediamo che i nostri portavoce, ospiti in trasmissioni televisive, siano messi in condizione di poter esprimere i propri concetti senza interruzioni di sorta per il tempo che il conduttore vorrà loro concedere, e con uguali regole per il diritto di replica, che dovrà sempre essere accordato.

Chiediamo, inoltre, che i nostri portavoce siano inquadrati in modalità singola, senza stacchi sugli altri ospiti presenti o sulle calzature indossate, affinché l’attenzione possa giustamente focalizzarsi sui concetti da loro espressi.

Poche regole, di buon senso oltre che di buona educazione, che se osservate consentiranno ai portavoce del M5S di presenziare a trasmissioni televisive con la giusta considerazione e il dovuto rispetto nei confronti dei telespettatori.

Si tratta di un ritorno alle origini. Grillo fa come già fece 10 anni, imponendo un protocollo televisivo per gli eletti del Movimento 5 Stelle. Ma non esistono proiettili magici nella comunicazione politica, e la credibilità è una cosa importante soggetta alle variazioni del tempo e del suo divenire storico: la stessa strategia, anche se ha funzionato una volta, non per forza risulterà vincente di nuovo. Grillo istruisce, come un pedagogo, le regole del buon stare in televisione: ammonisce le redazioni e le invita ed essere più eque – suggerendo anche questa o quella inquadratura – e come un Aristotelico maestro peripatetico suggerisce ad i suoi – agli eletti grillini ed ai curatori della loro comunicazione – di essere maggiormente forti e pretenziosi quando si decide di partecipare a questa o quella trasmissione televisiva. Perché lo ha fatto, allora? Per ricalcare quel vittimistico frame narrativo del Movimento 5 Stelle bistrattato dai media nostrani, un frame risultato efficacissimo all’alba della loro esperienza politica, ma che oggi rischia di puzzare di vecchio. Il M5s ha governato, governa, s’è istituzionalizzato, rappresenta ormai tutto ciò che diceva di odiare. Va persino a pranzo fuori con il nemico PD. E poi lo ha fatto anche per ammonire la comunicazione del Movimento, esortandola quindi a ripristinare quella casaliniana severità verso le emittenti televisive, Persino tornando ad assaporare quel gusto di dire: da te vengo ospite e da te no. Ma può fare questo, ormai, un partito che è dentro al sistema con tutte le scarpe? Narrazioni di questo tipo sono ben lungi dal poter essere calzanti ad un partito delle istituzioni. Magari a guida Conte.

Si tratta di un’incoerenza, un’altra, che rimette in auge le contraddittorie pecche del Movimento 5 Stelle. Sospeso tra il celodurismo grillino di un volta e l’avviata maturazione sotto l’egida di Conte prima e Draghi poi. Un inciso, secondo i dati SWG un Movimento 5 Stelle a guida Conte tornerebbe ad essere il secondo partito d’Italia, ed in combinato disposto con la ripresa dem – sotto il segno di Letta – la fu coalizione giallorossa potrebbe divenire la più rappresentativa del Pese. Persino più del muro di cdx. Sono ore di riflessione per il Movimento. E mentre udiamo rintoccare il canto del Grillo, una domanda ci sorge spontanea: cosa vuole fare, da grande, il Movimento 5 Stelle?

Intanto, il mondo mediale non sta a guardare, ecco la risposta di Enrico Mentana al comunicato di Beppe Grillo:

Movimento 5 Stelle vs giornalisti italiani, la sfida sta per tornare? Roba da ritorno al futuro.

via GIPHY

EHI, ASPETTA UN ATTIMO!

Devi fare acquisti su Amazon? Allora falli accedendo dal seguente link! Offrirai un contributo alla nostra redazione e darai una mano a far sviluppare la follia di un progetto incoerente!

Non vuoi perderti nessun nostro articolo? Vuoi avviare una conversazione politicamente incoerente con noi? Ebbene, allora non puoi non entrare nel nostro nuovo gruppo Telegram! Ti aspettiamo-> CLICCA QUI PER ADERIRE

Di Giovanni Manco

Giornalista pubblicista, consulente per la comunicazione politica ed il marketing elettorale. Classe 1995. Decisamente incoerente. Scrivimi: giovanni.manco@hotmail.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni