donald-trump

ELEZIONI USA 2020 – Tutto è lecito in guerra, in amore, ed in campagna elettorale. Negli USA, quando siamo alla vigilia del giorno più importante, non mancano le ultime cartucce, gli ultimi espedienti tattici, per cercare di spostare all’ultimo momento voti e consensi. Dondal Trump per esempio, che da sempre ci ha abituato a di tutto e di più, l’ha sparata grossissima nella giornata di ieri.

Elezioni USA, Trump ed il bandwagon effect

Approfittiamo di questo rush finale per lanciare quella che vuole essere una nuova rubrica targata Politicamente Incoerenti e che potremmo chiamare: “Perché lo ha fatto?”. La prima puntata è dedicata proprio a Donald Trump. Nella serata di ieri, secondo le attendibilissime fonti di AXIOS, lo staff comunicativo di Trump ha fatto trapelare che il Tycoon sarebbe pronto a pronto a dichiararsi vincitore la sera delle elezioni se sarà in vantaggio in alcuni degli Stati in bilico ovvero Ohio, Florida, North Carolina, Texas, Iowa, Arizona e Georgia. Trump, quindi, sarebbe pronto – se tutto dovesse andare secondo i suoi piani – ad autoproclamarsi vincitore delle elezioni già domani sera, ignorando il conteggio successivo negli altri stati nonché le circa 75milioni di schede già inviate tramite posta. E quindi diciamolo, se già non lo avete fatto in cuor vostro: “Perché lo ha fatto?”. Secondo noi i motivi sono almeno due: ribadire al fotofinish il proprio personaggio e quindi dare prosecuzione al proprio storytelling, e tentare ad innescare il cosiddetto bandwagon effect.

Una presa di posizione del genere è tipicamente trumpiana, un po’ presuntuosa ed un po’ megalomane. La prima regola di ogni campagna elettorale è: mai cambiare strategia in corso d’opera. E Trump, che fin dalle prime battute ha cercato di sovrastare Biden con dichiarazioni sopra ogni limite e con un’aggressività importante, ha confermato il proprio personaggio con una dichiarazione forte – fortissima – alla vigilia dell’apertura dei seggi. Ma ancora più interessante è la questione del bandawgon effect, che possiamo tradurre in italiano con l’espressione “effetto carrozzone”. Si tratta di un atteggiamento elettorale che, spesso, si tramuta con lo spostamento massiccio di voti a favore del candidato che viene percepito come il favorito all’interno dell’opinione pubblica. Gli indecisi (che si concentrano innanzitutto negli swing states visti sopra) sono i più inclini al fascino del bandwagon effect: quando non si sa chi votare, si preferisce votare per chi è più probabile che vinca perché a nessuno piace perdere. Perché lo ha fatto, dunque? Trump, a un passo dal gong, si gioca la carta della psicologia collettiva.

Manca pochissimo alle elezioni Usa 2020, continua ad aggiornarti. E fallo, con un pizzico di ironia, sulla nostra sezione apposita: CLICCA QUI

Di Giovanni Manco

Giornalista pubblicista, consulente per la comunicazione politica ed il marketing elettorale. Classe 1995. Decisamente incoerente. Scrivimi: giovanni.manco@hotmail.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni