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L’appuntamento con le Elezioni USA del 3 novembre si avvicina. Cresce l’attesa per l’evento che incoronerà il nuovo inquilino della Casa Bianca, e mai come in questa occasione i risultati sembrano tutt’altro che scontati. Biden e consorte hanno già iniziato le prove tecniche di Presidenza: mentre Jill gioca a fare la First Lady, Joe si porta avanti e prende attivamente in carico le sorti del paese. È da mesi che vengono organizzati da parte del candidato Dem tavoli di lavoro e gestione in merito all’emergenza sanitaria. Insomma, un Presidente non ancora Presidente, quello che viene definito incumbent dimezzato.

Dall’altra parte Trump è pronto a rischiare il tutto per tutto, a fare tabula rasa del rivale, e a trasformare l’elezione in un referendum sul proprio operato. Ogni comizio rappresenta un’occasione per chiedere riscontro ai propri fedelissimi, strategia tipica di un incumbent che si comporta da sfidante.

Ma prima di pensare al vincitore, qual è l’iter per eleggere l’inquilino della Casa Bianca?

Presidente e Vice vengono eletti nel giorno dell’Election Day, che coincide con il martedì successivo del primo lunedì di novembre. La data non è casuale: ogni quattro anni l’appuntamento si rinnova sempre nella stessa giornata, per evitare che la tornata cada il 1 novembre, giorno festivo negli USA.

Lo scontro è one shot: o la va o la spacca. Le elezioni non possono essere ripetute in nessun caso, e qualora il quorum non venga raggiunto è la Camera dei Rappresentanti a scegliere il Presidente fra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti.

Il meccanismo di voto si è modificato molto nel corso degli anni, introducendo pratiche come il voto anticipato ed il mail vote. Il primo è attivo in 30 stati, mentre il voto tramite posta è permesso in 31 stati, tra cui quelli di Oregon e Washington dove non esistono i seggi tradizionali.

Elezioni USA: Le tre fasi del sistema elettorale

FASE UNO: LE ELEZIONI PRIMARIE

Attraverso le Primarie, ogni partito sceglie il candidato alle Elezioni generali per la Presidenza.

Il sistema elettorale americano è definito indiretto: i cittadini non votano direttamente per il Presidente, ma per dei delegati, definiti “Grandi Elettori” . A scegliere sono gli americani che abbiano compiuto 18 anni, e in questa fase esprimono indirettamente una preferenza sui delegati collegati ad ogni candidato alla rappresentanza di partito. Tale fase non è regolamentata dalla Costituzione, e varia da schieramento a schieramento e da Stato a Stato, anche in base alle modalità di voto: esistono primarie “aperte” in cui non è necessario essere iscritti alle liste di partito, altre che prevedono la registrazione in concomitanza con la giornata di voto, e altre ancora che necessitano di previa iscrizione alle liste. È ammessa anche la candidatura del Presidente e Vicepresidente uscente che abbia compiuto un solo mandato. Per questi ultimi, generalmente il processo di reinvestitura da parte del partito di provenienza si rivela automatico, soprattutto se essi godono di un elevato tasso di popolarità. I risultati delle Primarie vengono ufficializzati durante le Conventions nazionali, nelle quali i rispettivi candidati accettano ufficialmente la carica di rappresentanti di partito per le elezioni generali.

In alternativa alle classiche Elezioni Primarie, è previsto il cosiddetto “caucus“, anche esso variabile da Stato a Stato. L’elezione del rappresentante di partito avviene dopo che, in luoghi come palestre, scuole, chiese, spazi privati o pubblici, ci si ritrova a una data e un giorno stabilito e si tiene un dibattito dove i partecipanti – gli elettori – si posizionano fisicamente dalla parte del delegato che intendono votare, cercando di convincere gli avversari a cambiare schieramento.

FASE DUE: LE ELEZIONI GENERALI

Dopo aver reso noti i nomi di chi si contenderà la vittoria presidenziale, inizia il lungo periodo di campagna elettorale culminante con le Elezioni Generali di Novembre. Così come per le Elezioni Primarie, anche per le Generali si procede alla scelta dei “Grandi Elettori”, che a loro volta eleggeranno il Presidente. Di conseguenza, l’obiettivo dei candidati non è quello di stravincere, o di ottenere un maggior numero di voti rispetto all’avversario, ma essere il primo a conquistare 270 Grandi elettori su 538 al collegio elettorale. Ad ogni stato è riservato un determinato numero di voti dei delegati, che varia in base alla popolazione, con un minimo di due Grandi Elettori per stato. Qui, chi prende anche un solo voto in più guadagna tutti i delegati dello stato, non sono previsti ballottaggi né percentuali minime di disparità dei voti. Nel 2016 infatti Hillary Clinton perse nonostante avesse ottenuto quasi 3 milioni di voti in più.

Il numero di Grandi Elettori conquistato, definisce di fatto chi sarà il Presidente.

Se nessuno dei due candidati ottiene il numero di “Grandi elettori” necessario per vincere – ipotesi alquanto improbabile – si innesca il cosiddetto “Scenario 1824″. In tal caso, Presidente e Vicepresidente vengono scelti in base ai dettami del XII emendamento. Il primo è eletto dalla Camera dei Rappresentanti tra i tre candidati che hanno ricevuto più voti, mentre l’altro in Senato, con un voto per ogni senatore. 1824 rimanda alla tornata elettorale in cui per l’unica volta non si riuscì a raggiungere la maggioranza.

FASE TRE: L’UFFICIALIZZAZIONE DEL PRESIDENTE

De facto, una volta nominati, ai Delegati spetta il compito di eleggere il Presidente. Generalmente i Grandi Elettori sostengono il candidato del partito a cui sono associati. Nella storia, però, sono stati più di 150 gli “infedeli” che una volta eletti nel collegio dei delegati non hanno votato il candidato designato.

Al Presidente eletto spetta il compito di amministrare il potere esecutivo. Per accedere alla carica occorre: aver compiuto almeno 35 anni d’età, essere cittadino americano per nascita e risiedere negli Stati Uniti da almeno 14 anni. Il mandato dura 4 anni ed inizia ufficialmente il 20 Gennaio con la cerimonia dell’ “Inauguration Day”.

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Di Caterina Bruno

Esperta in comunicazione e marketing politico. Giro il mondo per raccontare tutto ed il contrario di tutto. Mail: brunocaterina1@gmail.com Facebook: Caterina Bruno Twitter: __cateb

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