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Discusso, criticato, amato quanto odiato: Donald Trump negli ultimi cinque anni ha fatto parlare di sé soprattutto per la sua spregiudicatezza e per le sue uscite poco ortodosse, oltre che per il fatto di essere stato un Presidente degli Stati Uniti a tratti anomalo. Lo avevamo lasciato quando Twitter e Facebook avevano deciso di bannarlo dalle loro piattaforme dopo gli avvenimenti del 6 gennaio 2021, e vi avevamo parlato del suo nuovo social network – che social network non era – sparito dopo neanche un mese di vita.

Negli ultimi tempi, però, di Trump non si sa molto. Complice il suo ban dal mondo dei social mainstream, certo, però noi ce lo chiediamo lo stesso: che fine ha fatto Donald Trump?

Che fine ha fatto Donald Trump? Benvenuti a Mar-a-Lago!

Chiudete gli occhi e immaginate un sogno americano. Siamo al confine Sud della East Coast, in particolare a Palm Beach, in Florida, a pochi chilometri a Nord di Miami. È uno scenario da film hollywoodiano: ettari infiniti di spiagge bianche si estendono davanti a voi, ville di ricchi ereditieri americani riposano sulla costa, poco lontano dall’acqua cristallina dell’Oceano Atlantico. Siamo a metà luglio e il sole è cocente sulla pelle. In mezzo al verde, dove il caldo è meno torrido grazie all’ombra delle palme, si erge imponente un bellissimo resort protetto da mura, tanto che dalla spieggia si intravede a malapena. Davanti a lui si estende l’oceano cristallino, ai suoi fianchi serpeggiano solo piccole stradine private. Ventisei chilometri quadrati di terreno, centoventisei stanze, campi da golf e piscine completano il quadro di questo posto paradisiaco.

L’hanno chiamato “Fortezza di solitudine”, e a una fortezza somiglia di certo. Ma poggia davvero su una base di solitudine?

Dovremmo forse porre questa domanda al proprietario di questo paradiso, il Mar-a-Lago Resort, che è da settimane diventato il chiacchierato universo parallelo di Donald Trump. Esatto, avete capito bene. Il resort paradisiaco che vi ho descritto poco fa è proprietà di Donald Trump, ed è il posto in cui da settimane si è ormai rifugiato il tycoon più famoso del mondo. È circondato dalla sua famiglia e da una piccola parte dei suoi elettori, fedelissimi e soprattutto ricchissimi, i quali, durante la campagna elettorale del 2015, gli hanno fruttato ben 16 milioni di dollari. Molte volte sentiamo parlare di metaforiche bolle di informazione, dove ogni opinione che sentiamo non è altro che l’eco dei nostri stessi pensieri. Beh, l’ex Presidente ne ha creata una che di metaforico non ha proprio nulla. Anzi, è molto reale ed imponente, costruita in pregiato marmo rifinito con foglia d’oro.

Ma come passa le sue giornate The Donald?

Cacciato dalla Casa Bianca dopo i fatti del 6 gennaio scorso e bannato da ogni social network, Trump non è mai sembrato più lontano dall’occhio attento dell’opinione pubblica. Eppure, seguendo le testimonianze dei suoi elettori – o dei suoi fan, come li definirebbe qualcuno – nel Resort è adulato giorno e notte. Inondato da richieste di selfie e da applausi non appena entra in una delle sale comuni, Donald Trump non appare affatto affranto, nella Fortezza di solitudine. Anzi, Thomas Petterffy, un imprenditore miliardario che abita poco lontano da Mar-a-Lago, dopo averlo incontrato ha recentemente dichiarato: “Quando i Presidenti finiscono il loro mandato sembrano molto più vecchi. Questo non vale per Trump.”

Fresco e riposato, il repubblicano appare come ospite d’onore e attrazione ad eventi, cerimonie, matrimoni. Saluta tutti, scatta qualche selfie, e poi prende in mano il microfono. Fa le congratulazioni agli sposi o ai festeggiati che siano, e poi si avventura in un vero e proprio comizio elettorale. Ripete sempre che le elezioni gli sono state rubate, irremovibile nelle sue posizioni da mesi a questa parte, e poi critica aspramente gli altri membri del partito Repubblicano, ma solo quelli che hanno votato contro di lui per l’impeachment post-6 gennaio. Non molla la presa, insomma, e in moltissimi pensano che si stia preparando a tornare alla ribalta per le elezioni del 2024. 

A dispetto di ciò che si pensa, infatti, Trump non è politicamente morto, anzi. Sebbene molti repubblicani vogliano voltare pagina dopo la parentesi trumpiana, il tycoon ha ancora grandissimo seguito all’interno del partito, soprattutto nelle sue ali più estreme. La sua influenza è ancora fortissima e lo testimonia il fatto che molti dei candidati repubblicani al congresso cerchino il suo endorsement e la sua approvazione, come è successo solo la settimana scorsa in Ohio col repubblicano Max Miller.

Intanto, per comunicare col mondo esterno, Trump continua a mandare comunicati stampa ai giornalisti. Moltissime volte sono frasi molto brevi e taglienti, altre volte vere e proprie note per ricordare il passato, ad esempio per sottolineare a tutti che la campagna vaccini negli Stati Uniti è potuta andare in porto per merito suo. I messaggi che manda in maggior numero, però, sono quelli riguardanti le elezioni che gli sarebbero state rubate. Sembra un disco rotto, il nostro Donald, ma in realtà la sua è una strategia ben delineata, che apre le porte alle prossime primarie repubblicane e, soprattutto, a Usa2024.

Che fine ha fatto Donald Trump? Obiettivo Usa 2024

Molti, infatti, sono i gruppi di estremisti che ancora lo seguono, come il gruppo QAnon, molto presente a Washington durante l’attacco a Capitol Hill. E Trump, forte del loro sostegno, non può in alcun modo fare passi indietro, ma deve continuare a strizzare l’occhio agli estremisti più convinti. In molti fanno notare come le teorie complottistiche partorite da questi gruppi siano sparite dal web negli ultimi tempi, complice anche la pulizia che le piattaforme si sono impegnate a fare dopo l’accaduto. Ma l’intelligence statunitense mette in guardia: non è ancora finita. Anzi, è appena iniziata.

[Immagine: Cheney Orr/Reuters]

Intanto, nell’attesa, ricordiamo che il 7 luglio scorso, Trump ha deciso di muovere azioni legali contro Facebook, YouTube e Twitter, accusandoli di averlo censurato, violando così il Primo Emendamento. Trump spera di trasformare questa denuncia in una class action, facendo leva sulla Section 230 del Communications Decency Act, che in poche parole esenta le piattaforme dalle responsabilità sui contenuti pubblicati dai singoli utenti. Nel breve video-denuncia, Trump definisce “un-American” la cancel-culture di cui dice di essere stato vittima. Per ora nessuno dei CEO delle piattaforme coinvolte ha rilasciato dichiarazioni a riguardo, preferendo il silenzio.

Che fine ha fatto Donald Trump? Le ultime dichiarazioni

E quindi: che fine ha fatto Donald Trump? Eppur si muove, potremmo dire. Anche da un resort nel cuore della Florida. Non ci resta quindi che continuare a seguire le vicende di Trump, leader apparentemente marginalizzato che però potrebbe essere un leone che dorme, pronto a risvegliarsi quando i tempi saranno più propizi.

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