napoli-comunicazione-politica

Le elezioni amministrative sono ormai prossime e la campagna elettorale è ufficialmente iniziata in molte grandi città italiane, tra queste: Napoli. Si tratta di una delle città più estese e densamente popolate d’Italia, con un patrimonio artistico e culturale significativo, una realtà ricca di peculiarità strutturali che si riscontrano anche all’interno delle dinamiche politiche osservabili. Ogni quartiere della città è attraversato da forze politiche più o meno diverse tra loro, la leadership di alcuni personaggi noti nella realtà di quartiere da luogo a un fenomeno molto interessante che, in passato, abbiamo chiamato “leadership particellare”: quasi per ciascuna porzione territoriale è possibile identificare almeno un leader o una tendenza politica. Anche tra porzioni territoriali molto piccole, adiacenti e simili per struttura e condizioni sociali, possiamo osservare tendenze politiche diverse. Lo stesso centro storico, nonostante i dati suggeriscano una tendenza degli elettori residenti in quella zona al voto per il centro-sinistra, non è affatto esente da dinamiche innestate dalla diversità che caratterizza la città di Napoli anche sul piano politico. A questa particolare configurazione, si aggiunge lo stato economico-finanziario del Comune che di certo non lascia presagire un’amministrazione semplice. Il futuro sindaco o sindaca di Napoli dovrà fare i conti con il dissesto finanziario, con l’eredità delle amministrazioni precedenti e una città complessa da gestire: una sfida coraggiosa che di certo mette alla prova i candidati.

Elezioni amministrative Napoli: chi sono e comune comunicano i candidati

Ma cosa sta succedendo e chi sono gli attori che si stanno muovendo nell’arena della competizione politica napoletana? I nomi da qualche mese non sono più un mistero, Napoli è la città in cui vi è il più grande esempio, a livello locale, dell’accordo Pd-M5S. Nonostante il calo generalizzato dei consensi, il Movimento ha ancora un bacino rilevante di elettori nelle zone del sud Italia, di certo non sarà stato semplice unire due forze che su territorio comunale sono state coinvolte in aspre e agguerrite campagne elettorali gli uni contro gli altri. Quando si fanno i conti con una realtà più piccola gli accordi possono talvolta risultare ostici e non si può dire che non sia una grande scommessa e un forte segnale del mutamento politico assistere a una campagna elettorale in cui queste due forze prima tanto diverse appoggiano un unico candidato: Gaetano Manfredi. Ex rettore dell’Università di Napoli “Federico II” ed ex Ministro dell’Università si presenta alla città con un profilo comunicativo particolare e, in parte, ancora in fase di costruzione. Manfredi non è di certo un candidato anti-élite, ben lontano dai connotati populisti del Movimento 5 Stelle, spesso visto circondato da accademici e professionisti nei meravigliosi cortili storici dell’Università. Scelta singolare quella dello slogan elettorale “Ricomincio da te”, il riferimento al grande maestro della comicità Massimo Troisi non passa inosservato, peccato che Manfredi e la comicità non abbiano proprio niente a che vedere, anzi si può dire che non si presenta di certo come una personalità forte, calda e carismatica, elemento pur sempre importante, a maggior ragione se stiamo parlando di una città come Napoli dove i valori dell’empatia e dell’accoglienza sono sentiti. Nemmeno il colore calcistico pare essere dalla sua parte, Manfredi è un candidato che porta sulle spalle il peso di essere uno Juventino a Napoli e persino chi non segue il calcio riconoscerebbe che non è proprio una condizione di partenza vantaggiosa. L’ex silenzioso Ministro dell’Università di certo ha ancora da lavorare sulla sua comunicazione, eppure scegliere “Ricomincio da te” lascia intendere la volontà di porre l’accento sulla leadership, audace tentativo (per alcuni forse un po’ goffo) di partire dal candidato, senza che quest’ultimo mostri troppa propensione ad apparire come un riferimento solido e carismatico. Eppure un tentativo di ricostruire il volto umano del grigio accademico c’è stato, qualche dichiarazione sull’amore per il rock e la pasta e fagioli è trapelata, il suo ultimo video in evidenza su Facebook è stato pubblicato con un copy che lascia trasparire tutto lo sforzo messo in campo per compiere questa operazione: “Sono appassionato di musica rock, collezionista di dischi e al cinema scelgo il genere fantasy. Dal divano di casa vi racconto le mie passioni, i miei ricordi dell’infanzia e anche i miei piatti preferiti. Sì, non mi crederete, sono un buongustaio!” Sarà sufficiente per toccare le corde emotive degli elettori partenopei? La strada da fare potrebbe essere ancora lunga e non di certo tutta in discesa.

Il competitor diretto di Gaetano Manfredi è il candidato supportato dal centro-destra: Catello Maresca. Uomo di legge, procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, lascia la toga ed entra in campagna elettorale. La città di Napoli è stata già amministrata da un ex-magistrato, il sindaco uscente Luigi De Magistris, il cui posizionamento politico è tuttavia molto diverso rispetto a quello di Maresca, non sarebbe dunque una novità avere un sindaco con un passato nella giustizia. La differenza sostanziale nell’orientamento politico e nella comunicazione mostra la chiara volontà politica di presentarsi come l’alternativa, di segnare volontariamente una linea di frattura con il passato. Le opinioni dei napoletani sull’operato De Magistris sono discordanti, il criticismo è alto e la volontà di un cambiamento si percepisce, Maresca sembra averlo intuito e la sua scelta politica nasce anche da un clima d’opinione che è difficile ignorare. Se l’essere pop di Manfredi si limita a Tolkien, Maresca fa entrare in campo Maradona. Tra caffè con i commercianti e foto allo stadio o davanti ai murales dedicati a Diego Armando, la comunicazione di Maresca ha connotati populisti molto più evidenti e si distanzia visibilmente dall’approccio più freddo di Manfredi. “Con il cuore, senza paura”, il marketing emozionale da sempre grandi lezioni agli addetti ai lavori nelle campagne elettorali, il tone of voice è diretto e mira a parlare alla pancia delle persone. Tuttavia lo studio empirico ci insegna che non basta solo una comunicazione molto pop ed emozionale per vincere le elezioni, gli intrecci e le dinamiche della politica vanno gestiti bene e nonostante Maresca sia formalmente candidato con una lista civica, l’ombra della della lega e del centrodestra non passa inosservata e non suscita poche polemiche.

La competizione elettorale per una città come Napoli ha dei ritmi molto serrati ed è sicuramente imprevedibile, tra i candidati presenti a questa tornata elettorale c’è Antonio Bassolino, un nome già conosciuto in città. Ex sindaco viene spesso associato al periodo dell’emergenza rifiuti, in qualità di ex-sindaco la sua scelta è stata forse la più semplice: puntare sull’esperienza. Tutta la sua comunicazione si basa sulla dialettica della competenza, del saper amministrare, Bassolino punta a presentarsi come “il sindaco”. Peccato che si tratti di un’arma a doppio taglio, essere già stato sindaco vuol dire aver già mostrato anche tutte le fragilità, avere un’immagine legata al passato, peraltro a un periodo non proprio roseo per Napoli e per la Campania. Nonostante ciò, non è un candidato da sottovalutare, soprattutto per i delusi a sinistra dalla candidatura di Gaetano Manfredi e dall’accordo con il M5S. La fetta degli elettori di centrosinistra non contenti dell’offerta politica a cui fin ora abbiamo fatto riferimento, è anche nel mirino di Alessandra Clemente: donna, giovane, con esperienza durante il periodo De Magistris, raccoglie l’eredità dell’amministrazione precedente e con essa tutti malumori che ne conseguono. In una città dove le pressioni per una rottura con il passato sono consistenti, si tratta di una candidatura che incontra non poche resistenze. Alessandra Clemente si presenta, dal punto di vista comunicativo, come una ragazza determinata e attiva, da sempre ha condotto attività sociali e si è impegnata per la legalità anche con i più giovani. Per quanto la sua determinazione possa essere utile a fini comunicativi, non basta di per sé a costruire una leadership, la struttura politica su cui si appoggia presenta visibili fragilità strutturali e sul piano del carisma e dell’accountability si può sicuramente migliorare.

Questa breve panoramica descritta può dare l’idea di quanto sia difficile e poco realistico azzardare qualsiasi tipo di previsione, la competizione è tutta aperta e la sfida della comunicazione sta iniziando a entrare nel vivo. Quali saranno le strategie che i candidati adotteranno per rafforzare la leadership? Cosa dicono i sondaggi? Quali sono le possibilità aperte e come si configurerà il nuovo spazio politico a Napoli? Sono domande complicate a cui cercheremo di rispondere con una serie di articoli dedicati al voto nelle grandi città e approfondimenti su candidati e comunicazione politica.

Non vuoi perderti nessun nostro articolo? Vuoi avviare una conversazione politicamente incoerente con noi? Ebbene, allora non puoi non entrare nel nostro nuovo gruppo Telegram! Ti aspettiamo-> CLICCA QUI PER ADERIRE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni