donald-trump-truth

Fase di riorganizzazione startegica per Donald Trump dopo la cocente sconfitta incassata contro Joe Biden alle elezioni Presidenziali del 2020. Ci ha messo un po’, The Donald, ad accettare la sconfitta, avvolgere tutto nel suo fagotto e imboccare porta exit della White House. Ma alla fine, viva la Democrazia, è successo: l’America ha iniziato un nuovo corso nel segno di Biden, che tutto pare fuorché sleepy come qualcuno asseriva. Sarà che il tempo vola quando ci si diverte, sarà che in America tutto è frenetico sul fronte politico, sarà che siamo in un’epoca di campagna elettorale permanente, ma sono già partite le riflessioni in vista delle elezioni di midterm – di metà mandato – del prossimo 2022 e molti si chiedono quale sarà – se ci sarà – il ruolo di Donald Trump. Nel frattempo, l’ex Presidente, prosegue la sua guerra con le Facebook, Instagram e Twitter. La sospensione dei suoi pofili social, al momento, è stata confermata dal comitato dei saggi di Facebook (come lo chiamano Gaggi e Pernisi sul Corriere della Sera). “Trump ha creato un ambiente in cui c’era un serio rischio di violenza” l’accusa avanzata dal board di Facebook. Tuttavia permane la sensazione del provvedimento ad hoc preso a monte di una decisione “vaga ed incerta” – dice il copresidente del Board Michael McConnell – che poi prosegue: “Sanzioni indefinite di questo tipo non supererebbero nemmeno un primo vaglio della comunità internazionale. Noi non siamo poliziotti al comando del mondo dei social media”. Trump, con la sua squadra legale, continua la battaglia e grida – e quando mai – allo scandalo per una soluzione vergognosa “Di assoluto imbarazzo per tutto il paese”. Nel frattempo però, ha creato il suo nuovo e personalissimo social network.

“E allora mi farà un social network tutto mio, con blackjack e squillo di lusso”.

via GIPHY

Trump nuovo social: cos’è e come funziona from the desk of Donald Trump

Ed eccolo QUI Donald Trump ha creato un nuovo social. Si chiama From the Desk of Donald Trump, andiamolo ad analizzare.

L’interfaccia non ricorda un social, bensì un blog, anche piuttosto prosaico. Anzi, in realtà è esattamente un blog! Questa è la prima osservazione che molti analisti stanno – volutamente o involontariamente – ignorando. Non si tratta di un social, ma di una semplice sezione del blog ufficiale di Donald J. Trump. Accendendo alla sua home page, infatti, sarà possibile – dal menù in alto a destra – accedere alla sezione desk, la quale rimanderà al presunto nuovo social.

Trump nuovo social: from the desk of Donald Trump

Accendendo al Desk, si aprirà subito una finestra automatica da compilare qualora si volesse attivare un allarm ogni qualvolta che sul Desk verranno pubblicati nuovi contenuti, un modo per iscriversi al nuovo (non) social di Trump. Fatta la vostra scelta, si entrerà nel cuore del del Desk il quale presenta un interfaccia molto semplice. Il cima c’è il logo

Nuovo social Trump: from the desk of Donald J. Trump

Dopodiché è possibile leggere, in successione, una serie di post di Trump. Piccoli commenti, opinioni, parole, tutto a firma di The Donald. Affianco ad ogni contenuto è presente una tendina con il simbolo del cuore – per mettere like – ed i loghi di Facebook e Twitter per ricondividere il contenuto sulle proprie pagine social. Quelli veri. Poco altro da aggiungere. Sulla sinistra abbiamo due call to action: una per fare una donazione, l’altra per sottoscrivere l’allarm di cui sopra. That’s all.

Chi ha creato il nuovo social di Trump

La piattaforma – chiamiamola così per convenzione – è a firma di Campaign Nucleus un efficiente ecosistema digitale pensato per le campagne elettorali creato da Brad Parscale, direttore per la campagna digitale di Trump nel 2016 e responsabile della campagna elettorale del 2020. “Campaign Nucleus è l’unico ecosistema digitale automatizzato – dice Parscale come riporta Forbes – realizzato per gestire in modo efficiente le campagne e le organizzazioni politiche”. From the desk of Donald Trump è stata mediaticamente lanciata – qualche giorno fa – da Fox News, unica fonte mediale ancora filo trumpiana, alla quale ha preso parola Jason Miller – consulente senior di Donald Trump – “Il sito web del presidente Trump è una grande risorsa per trovare le sue ultime dichiarazioni e punti salienti del suo primo mandato, ma questa non è una nuova piattaforma di social media. Avremo ulteriori informazioni in arrivo su quel fronte in un futuro molto prossimo”. Lo ha chiaramente detto: non è una nuova piattaforma social media, checché se ne dica, ma una semplice sezione del sito ufficiale del 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, uno spazio dove enucleare post e dichiarazioni. Stop.

Nuovo social Trump: l’annuncio di Miller

Ma a cosa serve, davvero, il nuovo social di Trump?

Il nuovo (non) social di Trump serve al Tycoon ad avere in dote uno spazio tutto suo dopo l’esilio da parte dei social network mainstream. Ma non potrà mai sostituirli: su From the Desk of Donald Trump non c’è interazione con i followers, i quali non possono commentare e quindi pompare questo o quel contenuto. I fruitori potranno, semplicemente, ricondividere i post sui propri social in modo da offrire una cassa di risonanza al contenuti trumpiani.

Il nuovo – abbiamo detto non? – social di Trump, allora, avrà una ed una sola funzione: fare agenda setting. Ovvero creare dei contenuti che i media mainstream potranno riprendere e riportare nei loro spazi. Trump, orfano delle sue arene disintermediate – sui social i politici possono parlare direttamente ai loro elettori senza passare per il filtro delle agenzie stampa – prova a fare una comunicazione più vecchia scuola creando un serbatoio di messaggi trumpiani da mettere a dosposizione del giornalismo tradizionale. Ma la riuscita non è assicurata: Donald Trump è finito – dopo le polemiche post elezioni culminate con i fatti di Capitol Hill – in una sorta di isolamento mediatico, i giornali lo snobbano con l’intento di lasciarlo solo. Ma per quanto tempo potranno farlo? Trump fa rumore, attrae, porta curiosità, le sue notizie sono cliccate e portano allo sharing. Insomma, il Tycoon è una miniera d’oro – in termini di media logic – per tutte le imprese giornalistiche. Difficile pensare che l’isolamento possa perdurare, specie se dovesse effettivamente candidarsi nel 2024. In tal senso le riserve non sono state sciolte, anche se l’indizio non verbale c’è ed è rinvenibile ancora sul suo sito personale

Save America: il nuovo logo di Trump?

L’icona del sito in alto a sinistra, quella che funge anche da tasto home per intenderci, ha assunto questo aspetto a discapito di keep America great che fu Make America Great Again. Save Americ piazzato lì in bella vista, puzza di nuovo logo – e slogan – di quella che sarà la futura campagna elettorale di Dondal Trump. Salviamo l’America. Da chi? Da quel sleepy Joe pericoloso e socialista. Ovviamente.

Per tornare a From the Desk of Donald Trump, e concludendo, chiaro è che si tratti di una soluzione solo temporanea. Un filo diretto con i media più che con i followers. Al giorno d’oggi non c’è offline senza online e viceversa, ecco perché gran parte della futura decisione circa una rielezione passa anche da come si risolverà la vicenda con Facebook, Instagram e Twitter: Trump – checché ne dica – non può farne a meno. E su questo, non c’è From the Desk of Donald Trump che tenga.

Non vuoi perderti nessun nostro articolo? Vuoi avviare una conversazione politicamente incoerente con noi? Ebbene, allora non puoi non entrare nel nostro nuovo gruppo Telegram! Ti aspettiamo-> CLICCA QUI PER ADERIRE

Di Giovanni Manco

Giornalista. Consulente per la comunicazione politica ed il marketing elettorale. Classe 1995. Decisamente incoerente. Forse. Scrivimi: giovanni.manco@hotmail.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni google-site-verification: googlec94f9c0de2af4eca.html