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Citare Nanni Moretti e “Le parole sono importanti” da Palombella Rossa, film da lui diretto ed interpretato nel 1989, è divenuto negli anni un vero e proprio manierismo del giornalismo italiano. Un cliché, una frase ricorrente, usata ed abusata. Motivo per cui, ci siamo anche un po’ stufati di leggerla e rileggerla in ogni articolo di sorta. Ho fatto giuramento di non usare più le frasi di Nanni Moretti, non perché non mi piacciano ma perché sono ormai divenute banali per la vecchia regola secondo cui: se c’è ricchezza di un bene, quel bene perde di valore. Poi però ascolto Monti e mi sento come una caffettiera che sta per esplodere…

LE PAROLE SONO IMPORTANTIIIIIIIIII!

Non ho resisitito.

Cosa ha detto Mario Monti

“Credo che bisogna trovare delle modalità meno democratiche secondo per secondo. Abbiamo o non abbiamo accettato delle limitazioni molto forti alla nostra libertà di movimento? In una situazione di guerra, quando l’interesse di ciascuno coincide con l’interesse pubblico, si accettano delle limitazioni alle libertà. Chi deve comunicare? Il governo ispirato dalle autorità sanitarie”. Queste le parole di Mario Monti, ex Premier ed attuale Senatore a Vita, pronunciate nel corso della trasmissione In Onda sulle frequenze de La 7. Poi ha rettificato, con una dichiarazione notificata proprio alla redazione di In Onda: “Ho usato un’espressione infelice e impropria, ma il tema esiste”.

Il fatto che sia stato proprio Monti – un po’ rinsavito un po’ travolto dalle polemiche sul web – ad aver raddrizzato il tiro ci conferma quella che è l’importanza delle parole da scegliere quando si vuole dire qualcosa. Specialmente se ci si scusa della forma, ma non della sostanza: “Il tema esiste” ribadisce come a non voler trattare su questo aspetto.

Ma certo che esiste il tema. Quello dell’infodemia è un argomento davvero rilevante, specie nelle finestre di crisi: tutti parlano, e bisogna stare attenti alle notizie che si leggono. Aspetti tremendamente attuali nell’attuale contesto di postverità, ovvero l’epoca in cui non ci si interroga più sulla veridicità delle notizie e dove la componente emotiva ci rende ciechi e non disposti ad accettare la realtà effettuale delle cose. Si tratta dell’effetto eco chambers, dove ci si segrega in camere dell’eco dove ci si nutre solamente del rimbombo delle proprie convinzioni. Pensiamo ai no vax (non quelli che hanno paura, ma proprio quelli che hanno una posizione ostile aprioristica al vaccino) e alla difficoltà ad instaurare con loro un contraddittorio.

C’è un problema di frame cognitivi: dire “modalità non democratiche” ha innescato una serie di pensieri non positivi, pericolosi, in capo agli ascoltatori. Gioca molto anche la credibilità del personaggio: parliamo di Mario Monti, un personaggo politico rimasto alla storia come il signore dell’austerity, delle tasse, dell’Euro. Chi aveva l’idea di lui come di uno svenditore di sovranità all’Unione Europea, ha visto confermarsi la propria convinzione nel rimbombo della propia camera. Se il Senatore si fosse limitato a sollevare il problema dell’informazione in pandemia, magari ponendo il punto sull’importanza di un fact-cheking (verifica delle notizie) più attento e strutturato, allora nessuno si sarebbe aizzato. Neanche se avesse invitato, perché no, ad un maggior impegno alla funzione pedagogica e performativa dell’informazione: educare meglio, e di più, per insegnare a discernere le notizie dalle fake news. Magari qualcuno non sarebbe stato d’accordo- e meno male in democrazia! – ma sicuramente nessuno avrebbe avuto da ridere. Insomma, tocca scomodare ancora Nanni Moretti: ma le parole sono importanti, davvero. Prometto di farla finita con questa frase, forse.

Monti ha confermato di non essere un grande comunicatore. Ne avevamo già parlato, raccontando la sua campagna elettorale nel 2013. Siete curiosi di capire quali errori aveva commesso? Proseguite a questo articolo allora:

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Di Giovanni Manco

Giornalista pubblicista, consulente per la comunicazione politica ed il marketing elettorale. Classe 1995. Decisamente incoerente. Scrivimi: giovanni.manco@hotmail.it

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